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Arte

Nuova apertura nella Main Gallery di Mondo Bizzarro a Roma dall’8 maggio (h 18:30). Protagonista sarà la pittrice americana d’origine armena Ana Bagayan. Flutter è l’allestimento che presenta i nuovi lavori dell’artista che propone soggetti in bilico tra l’inquietudine e l’ironia, tra bambine-bambola ed animali.
Si tratta della prima personale europea di un artista passata per l’Art College of Design di Pasadena, portatrice di un gusto per la fotografia vintage che l’ha condotta a creare un universo fiabesco, dove l’ironia è nera. “Un dark sense of humor, in cui bambole, giocattoli e animali sono posseduti da un potente e ancestrale spirito vitale“.
Nella Project Room spazio alla fotografa Rebecca Tillett, anche lei americana e recentemente passata alle cronache per essere stata inserita come fotografa più giovane nel Taschen New Erotic Photography. Rebecca Tillett (Becky) si considera una sopravvissuta all’infinita periferia americana. Con l’allestimento “I was almost late to work this morning because I was in bed dreaming about how I was late to work” (“Facevo sempre tardi a lavoro perché stavo a letto sognando di quanto avrei fatto tardi a lavoro”) è il titolo dell’allestimento da Mondo Bizzarro che presenta 18 fotografie.


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I dipinti di Lisa Yuskavage sono in mostra fino al 29 maggio alla Greengrassi Gallery di Londra. Poco più di un mese per vedere da vicino l’estetica di questa artista in costante crescita, molto amata ma anche molto criticata. Soprattutto da certa stampa di settore che la vede come una furbetta che ha saputo assecondare e sfruttare troppo facilmente un certo gusto maschile. O meglio la visione della donna di quel pubblico, che si nutre di immagini soft-porn, fatte di giovani ragazze dagli atteggiamenti equivoci, dagli abiti ridottissimi e dai seni gonfiati.
Ora, vedendo i dipinti non si può negare che sia in effetti così, e forse grazie a questo è adorata da un certo tipo di collezionisti (prevalenza maschile?). Ma non penso che sia solo questo, o sarebbero in tanti ad avere successo. Invece sono tanti a provarci ma pochi a riuscirci. C’è qualcosa in queste immagini, almeno in alcune di esse, che può disturbare, ma i colori (anche se sono stati paragonati alle cartoline di auguri), li trovo molto belli. Uno spirito decadente, ma più provocante che kitsch. Anche le figure, se non fossero così svestite. Ma allora assomiglierebbero proprio ai bigliettini Hallmark.
Alcune note in più sull’artista. La Yuskavage è stata compagna di studi a Yale di John Currin, a cui spesso è paragonata. E’ emersa sulla scena artistica alla fine degli anni Novanta. Tra i collezionisti dei suoi dipinti compare anche Charles Saatchi. Nel 2003 per un’edizione della rivista di moda W, ha fotografato la modella Kate Moss. Il risultato molto bello, è simile ai suoi dipinti. Una ragazza attraente molto poco vestita (però non prosperosa). Nel 2009 ha realizzato un dipinto Walking the Dog, che cita la foto in questione (ultime due immagini della galleria).
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Alcuni di voi forse conosceranno José David Alfaro Siqueiros, pittore del realismo sociale messicano, conosciuto per la sua attività di muralista insieme a Diego Rivera e José Clemente Orozco. Oggi il Molaa - Museo di Arte Latinoamericana di Long Beach, vicino Los Angeles, presenta una prima ricognizione nell’attività di pittura del paesaggio di Siqueiros.
Conosciuto per l’audacia estetica e politica, si dedicò spesso alla pittura a cavalletto, arrivando a concepire un lirismo bucolico dagli esiti visionari e futuristi. Città colte all’interno dei loro dinamismi, luoghi e scene allegoriche, sperimentazioni su tecniche e materiali.
La mostra aprirà i battenti nel settembre 2010 e presenterà circa la metà dei 150 paesaggi che Siquieros dipinse, oltre a circa due dozzine di disegni. Opere create tra il 1930 e il 1974. Mai prima d’ora ci si era spinti così a fondo nelle esplosive tavolozze di colori di Siquieros, pittore in cui in ogni quadro nascita e morte, creazione e distruzione, convivono.

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Sono diversi gli artisti indiani che si stanno affermando sulla scena internazionale. Accanto ai nomi più noti, emergono quelli di altri autori, che stanno imponendo una nuova visione artistica. E tra questi nomi compaiono anche quelli di alcune donne.
Chitra Ganesh, di origine indiana ma cresciuta negli Usa, prende ispirazione da diverse fonti per realizzare le sue opere. Che siano su carta, tela o su pellicola, all’artista piace trattare temi marginali, generalmente tenuti nascosti o poco considerati, che unisce a immagini iconografiche classiche o nuove come i poster di Bollywood, i fumetti giapponesi, i personaggi della mitologia greca. I lavori che realizza sono come dei fumetti con accenni di elementi macabri, che seguono una trama visionaria e colorata. L’impressione che ne traggo, al di là degli elementi inquietanti, è l’immagine di una donna forte (anche se aggressiva), lontana dagli stereotipi di sottomissione o ammiccamento.
Ci sono dei temi ricorrenti, come lo smembramento, l’atto carnivoro, primitivo e in alcuni casi carnale, come a far emergere lati nascosti della cultura e della personalità.
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Naoki Sasayama, artista giapponese, ha cominciato giovane ad occuparsi del tema della morte nell’arte. Già nel 2005 aveva condotto una ricerca sulla pena di morte in America, realizzando una serie di dipinti tematici sull’ultima cena del condannato di turno.
Nel 2009 ha continuato a sviluppare l’interesse, ambientando questa volta i suoi dipinti sulla scena di diversi incidenti stradali. Qui con un tratto iperrealista senza contorni, con colori netti e una pittura densa, ha ritratto le vittime tra resti di vetture sparse. Un dramma rappresentato dall’assenza di vita dei deceduti ma anche dai corpi sfigurati dei sopravvissuti. La vivacità dei colori è un richiamo alla vita, che si contrappone in modo energico alla morte.
Si è da poco conclusa una sua personale alla Frantic Gallery di Tokyo.
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