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Mistero

Conigli in un cassonetto: a Firenze, l'ombra del voodoo

Pubblicato: Feb 13, 2010 da admin Archiviato in: Mistero

Due conigli nani sono stati trovati in una scatola di cartone, accuratamente sigillata, all’interno di un cassonetto, a Firenze, nella giornata di ieri. Si trattava di un maschio e una femmina, in ipotermia, legati tra loro, e impediti nei movimenti da una dozzina di uova di gallina.

La notizia, in sè, sarebbe tristemente banale e simile alle centinaia di casi di abbandono di cuccioli - indifferentemente di cane o gatto - che purtroppo avvengono ogni anno nel nostro Paese, se non fosse per l’ombra del rituale magico che si allunga dietro la vicenda e che ci lascia piombare tutti in un oscurantismo quasi medievale. Uova e conigli, infatti, sono da sempre i simboli della fertilità e, pertanto, un intervento “magico” di questo tipo pare finalizzato a favorirla o, all’opposto, a danneggiarla all’interno di una specifica coppia umana…

Questi timori, poi, paiono ulteriormente rafforzati e giustificati dal fatto che, nella stessa area di rinvenimento, a Firenze, sono stati trovati, a intervalli di tempo diversi, vari oggetti che potrebbero far pensare a rituali legati al voodoo. La questione è allarmante, e travalica i confini della violenza agli animali... Per fortuna, almeno in questo caso, i due coniglietti sono stati soccorsi da una volontaria dell’Enpa (ente protezione animali), sono stati curati e verranno presto adottati…


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Fantasmi: Un'antica dama malefica parte 3 (ultima)

Pubblicato: Jan 29, 2010 da admin Archiviato in: Mistero
Un quadro, una dama del settecento ed un antiquario Terza ed ultima parte

Tutto comunque sembrava essere tornato alla normalità: gli incubi erano quasi spariti e non sentiva più quel profumo femminile.

Una domenica era nello studio. Alzando gli occhi vide il quadro con la donna nel posto dove prima era stato appeso, prima di sostituirlo con un paesaggio.

La donna lo guardava con un ghigno cattivo, quasi diabolico. Chiuse gli occhi e quando li riaprì il paesaggio era tornato al suo posto.

L’uomo si spaventò e d’accordo con la sua compagna bruciarono il quadro. Passarono circa due mesi ma continuarono a sentire degli strani rumori in casa durante la notte e a volte anche il pianto di una donna.

I rumori non potevano venire da fuori perchè l’uomo viveva in un attico e il suo era il solo appartamento.

 

La spiegazione che fu data a questi avvenimenti dalla persona che rispose a quella lettera, fu che    il quadro rappresentava una donna che aveva vissuto una vita dissoluta ed era stata un’amante perversa. Il suo ritratto con i secoli aveva acquistato una potenza psichica. Utilizzava quella per manifestarsi e “vivere” ancora, ottenendo il possesso psichico della “vittima”.

Una volta distrutta la sua immagine, aveva perso il suo potere. Ciò nonostante era rimasta la sua  essenza che piangeva e si disperava per l’immagine perduta.             


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Fantasmi: Un'antica dama malefica parte 2

Pubblicato: Jan 29, 2010 da admin Archiviato in: Mistero
Un quadro, una dama del settecento ed un antiquario Seconda Parte

L’uomo fece un viaggio in Francia e la sera che tornò a casa era stanchissimo.

Andò nello studio per scrivere degli appunti e guardò il quadro. L’espressione della donna era piena di cattiveria, quasi di odio. Distolse lo sguardo e quando tornò a guardare il quadro era tutto normale. Pensò che tutto fosse a causa della stanchezza e andò a letto.

La notte fece un sogno spaventoso.

Sognò di essere disteso in un luogo sconosciuto, circondato da bagliori di luce rossastra. L’unico suono che sentiva era il battito del suo cuore. Improvvisamente tra i bagliori apparve una figura coperta totalmente da un mantello, che si avvicinò a lui riempiendolo di paura.

Quando gli fu vicino si scoprì il viso e lui riconobbe la donna del quadro. Rasserenato l’abbracciò e la baciò. Mentre la stringeva, lei si trasformò in un orrendo ragno nero e peloso. L’unica cosa che le era rimasta uguale era il viso bellissimo.

Si svegliò sconvolto, ma poi si calmò rendendosi conto che era solo un incubo, probabilmente dovuto alla stanchezza.

Purtroppo i sogni continuarono rendendo la sua vita un inferno. I medici gli prescrissero dei tranquillanti poichè non aveva nessuna malattia.

La solitudine lo spaventava, così decise di trovarsi una nuova compagna, la quale, poco tempo dopo, andò a vivere con lui. Ma i fatti strani continuarono, spaventandola e gli eventi sembravano accanirsi contro di lei.

Una sera, quando lui rientrò a casa, la trovò a terra svenuta. Quando si riprese si aggrappo a lui gridando e piangendo e gli raccontò cosa era successo.

La donna era uscita per delle spese e quando era tornata aveva trovato le luci accese. Le era sembrato strano perchè era sicura che fossero spente quando era uscita. Poi era suonato il telefono e lei era andata a rispondere nello studio. Finita la conversazione si era girata e aveva visto la testa della donna del dipinto staccarsi dal quadro e avvicinarsi lentamente a lei, “diventando sempre più grande fino ad assumere la forma di una bocca enorme da cui uscivano piccole serpi guizzanti”. Spaventata a morte lei non era riuscita a muoversi, poi, quando quella sembrava sul punto di raggiungerla, lei si era alzata per scappare ma tutto era buio e lei era svenuta.

Lui dopo aver ascoltato il racconto decise di riportare il quadro in Inghilterra appena fosse tornato là per lavoro e così fece. Purtroppo colui che gli aveva dato il ritratto aveva chiuso l’attività a causa di un grave lutto e nessuno sapeva dirgli dove fosse andato. La cosa era strana visto che era stato in contatto con lui fino a pochi mesi prima.

Tornato a Milano cercò di vendere il quadro ma non ci riuscì.


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Fantasmi: Un'antica dama malefica parte 1

Pubblicato: Jan 29, 2010 da admin Archiviato in: Mistero
Un quadro, una dama del settecento ed un antiquario Prima Parte

Le storie misteriose legate a quadri antichi sono molte. Alcuni anni fa un lettore di Milano scrisse al “Giornale dei Misteri” ciò che era capitato a lui.

E’ un racconto molto interessante, per questo ho deciso di riassumerlo per farvelo conoscere.

L’uomo viveva a Milano ed era un antiquario. Con il padre aveva una galleria d’arte per la quale doveva andare molto spesso in Francia, Spagna ed Inghilterra.

Durante un viaggio in Inghilterra, dopo aver concluso un grosso affare, ricevette in dono dal venditore, un quadro che rappresentava una donna giovane e bellissima, vestita con abiti settecenteschi.

Il giorno seguente, quando la sera, dopo aver fatto tutto il necessario per il rientro in Italia, rientrò in albergo, trovo il pacco contenente il quadro lì.

Lo portò in camera ed andò a dormire.

Durante la notte fu svegliato dal suono di una voce femminile molto dolce, ma quando aprì gli occhi vide solo un leggero alone rosso in un punto della stanza. Ma fu solo per un attimo. Poi si riaddormentò.

Tornato a Milano mise il quadro nel suo studio, dimenticandolo lì poichè doveva allestire una mostra.

Fu in quel periodo che cominciò ad avvertire delle strane sensazioni che non sapeva come descrivere. Durante la notte gli capitava di svegliarsi con la convinzione di non essere solo oppure sentiva un profumo femminile che gli ricordava la tuberosa.

Finita la mostra sistemò il quadro alla parete.

Una domenica, mentre si trovava nello studio, sentì lo stesso profumo e alzò gli occhi dalla scrivania, trovandosi a guardare il quadro che in quel momento era illuminato dalla luce di un piccolo faro messo in un angolo.

La donna del quadro sembrava ancora più bella, al punto da fargli desiderare che fosse reale, una donna da poter amare. Altre volte provò le stesse sensazioni, ma pensò che fosse perchè era troppo solo e decise che era arrivato il momento di parlare seriamente di un rapporto stabile con la ragazza con cui usciva da tempo.

Una sera erano insieme abbracciati, quando sentì di nuovo quel profumo che lo stava ossessionando. Chiese alla ragazza se lo avesse sentito anche lei, ma gli rispose di no.

Quella notte fece un sogno che lo turbò molto.

Sognò di trovarsi davanti al quadro e di vedere la dama ritratta diventare reale, poi la vedeva avvicinarsi lentamente diventando sempre più grande, finchè il suo corpo oltrepassò quello di lui, sparendo alle sue spalle. Guarò il quadro e vide che la cornice era vuota. Chiuse gli occhi e quando li riaprì la dame ara tornata dentro.

Si svegliò angosciato ma si tranquillizzò realizzando che era solo un sogno.

Nel frattempo la relazione con la sua compagna finì.

Da quel momento iniziò a passare sempre più tempo ammirando la donna del quadro. Spesso la notte la sognava con piacere. Ma poi i suoi sogni si trasformarono in una realtà da incubo.


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